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Archivio Ottobre 2005

Nebbia

30 Ottobre 2005 Commenti chiusi

Ieri l’altro la mia città era avvolta da una nebbia inconsueta per un luogo vicino al mare: fitta, densissima, si alzava dal fiume ed oscurava il sole. Anche alle otto e mezza del mattino, c’era un buio irreale, e le persone si stringevano nelle proprie giacche, il traffico era rallentato ed anche i negozi sembravano ritardare l’apertura. Ed io che sono nativa della pianura padana, mi sono sentita per una volta, a casa. Ogni angolo della città mi era più familiare e più vicino. Perché la nebbia mi manca: mi manca quell’atmosfera sospesa, di freddo pungente e di contorni sfumati, in cui si è naturalmente spinti a rinchiudersi nei propri pensieri perché la realtà esterna appare falsata, incerta, e cangiante, ma allo stesso tempo ci si sente avvolti e protetti da quello strano mantello grigio. Mi manca veder cambiare il paesaggio, per la nebbia e per la neve: qui le case, i ponti, le strade sono sempre gli stessi, niente altera mai quest’atmosfera netta, definita, inattaccabile. Un velo di nebbia, invece, suggerisce altre possibilità, un mondo diverso, una realtà che può cambiare. Passeggiare nella nebbia mette in discussione le proprie certezze, la strada che fino a quel momento abbiamo fatto senza pensarci, ora deve essere seguita con attenzione, se non addirittura cercata. Ogni cosa, ogni volume cambia la propria consistenza. Fino a ieri mi sono mancati questi momenti, in cui pare di muoversi in una città incantata.

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L’abbé Pierre: un religioso illuminato.

28 Ottobre 2005 2 commenti

Le parole di questo straordinario signore di 93 anni dimostrano come siano presenti anche nel mondo cattolico delle correnti di pensiero capaci di comprendere a fondo le relazioni umane. Non a caso, l’abbé Pierre parte da problemi legati ai diritti umani, che la religione cattolica in certi casi semplicemente ignora, in particolar modo riguardo ai rapporti personali. La chiesa ed il sacerdozio così come le immagina il buon abate apparirebbero molto più vicine alla società civile di quanto non lo siano oggi: ricordo che ad un divorziato è ancora negata la comunione. Pensiamo a quanto più ricca e più “vera” potrebbe essere un’omelia se detta da un prete sposato e magari con figli, o ancora da una donna, e a quanto sarebbe più ricca una religione che affrontasse i problemi della famiglia considerando “famiglia” ogni tipo di legame, matrimoniale e non, etero o omosessuale.
Peccato che delle parole dell’abate francese siano state messe in evidenza solo le dichiarazioni sulle sue relazioni sessuali, perché le cose più importanti e a loro modo rivoluzionarie sono davvero altre: matrimonio per i sacerdoti, ordinazione delle donne, riconoscimento delle coppie omosessuali, in una piena considerazione della dignità e dei diritti delle persone, che per una volta viene da un uomo dalla fede incrollabile.

Da Repubblica.it:

A 93 anni l’Abbé Pierre si confessa
“Ho avuto relazioni sessuali con donne”

L’Abbé Pierre, 93 anni, sacerdote francese fervente difensore dei diritti umani, fondatore del movimento Emmaus, confessa di aver avuto delle relazioni sessuali con delle donne. In un libro, uscito oggi in Francia, Dio mio… perché?, parla della “forza del desiderio. Mi è accaduto di cedervi in modo passeggero. Ma non ho avuto mai un legame regolare, perché non ho lasciato che il desiderio sessuale prendesse radici… Ho sentito che per essere pienamente soddisfatto il desiderio sessuale ha bisogno di esprimersi in una relazione amorosa, tenera, fiduciosa. Una tale relazione mi è stata impedita dalla mia scelta di vita. Non potevo rendere delle donne infelici, ed essere me stesso conteso tra due scelte di vita inconciliabili”.
Estratti del libro dell’Abbé Pierre vengono pubblicati oggi da due settimanali, L’Express e Le Point. L’Express parla del libro come di “una bomba nel paese calmo del pensiero cristiano. L’Abbé Pierre dichiara che non è ostile al matrimonio dei sacerdoti, e suggerisce che lui stesso ha avuto relazioni sessuali con delle donne”… Il religioso afferma inoltre di essere favorevole all’ordinazione al sacerdozio delle donne e al riconoscimento delle coppie omosessuali…
Per quanto riguarda l’ordinazione delle donne al sacerdozio, Henri Antoine Grouès, vero nome dell’Abbé Pierre, critica Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI. “Non ho mai capito perché hanno affermato che la chiesa non ordinerà mai le donne. Una tale affermazione presuppone che questa pratica non sarebbe conforme alla sostanza stessa della fede cristiana. Il principale argomento portato a spiegazione di questo divieto è che Gesù non ha scelto delle donne tra i suoi apostoli. Un argomento che per me non ha nulla di teologico, piuttosto è di natura sociologica”.
Il fondatore della comunità di Emmaus, a ruota libera, quindi ha preso in esame la questione delle unioni omosessuali, preferendo parlare di “alleanza” piuttosto che di “matrimonio”, “troppo radicato nella coscienza collettiva come unione tra una donna e un uomo”.

Sheryl

27 Ottobre 2005 2 commenti


Da: Repubblica.it

“Sono lesbica”. Sheryl Swoopes, la miglior giocatrice del basket femminile americano ha fatto “coming out”. In una conferenza stampa, la bella campionessa delle Houston Comets, ha dichiarato il suo amore per Alisa Scott … Sheryl, una ragazzona di un metro e 83, dal tiro micidiale, ha detto di essersi resa conto di essere gay non molto tempo fa e di temere conseguenze da questa sua dichiarazione soprattutto per quanto riguarda il suo ruolo di “modello” per le giovani Usa.

Per la cronaca: la Swoopes è veramente la miglior giocatrice del basket femminile americano del 2005 (votata per la terza volta in carriera), oltre ad essere stata tre volte medaglia d’oro olimpica e cinque volte all-star. Ha 33 anni ed ha un figlio.
Mi dispiace solo per l’ultima frase della notizia (anche se bisognerebbe vedere il testo originale), che denota comunque quanta paura generi la consapevolezza di essere omosessuali per chi deve confrontarsi con la società, a qualsiasi livello. Lei per prima teme che cambi qualcosa, teme “conseguenze”, lei, la superstar, la giocatrice perfetta. E’ lunga per tutti la strada che porta lontano dai condizionamenti: ed una dichiarazione come quella di Sheryl, per come è sentita la pallacanestro in USA, femminile inclusa, potrebbe essere comparata ad un improvviso outing di un Vieri o un Totti. A me che me frega? Niente. Non cambia nulla. Non dovrebbe cambiare nulla. Ma quanti calciatori hanno fatto outing all’apice della carriera? Quanti personaggi di grande impatto pubblico? Nessuno. Perché non ci sono gay? Via…

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Il decreto Moratti

25 Ottobre 2005 1 commento

Oggi è un giorno di grande mobilitazione contro il ministro Moratti: è il giorno in cui con ogni probabilità sarà approvato il decreto di legge sullo statuto giuridico della docenza universitaria. La protesta in realtà si è estesa anche al mondo della scuola, settore anch’esso in corso di riordinamento da parte del governo.
La protesta riguarda moltissimi punti della riforma: tra di essi, l’abolizione della figura del ricercatore a tempo indeterminato. Il ruolo del ricercatore era inteso come primo gradino della carriera accademica, votato soprattutto allo studio e al perfezionamento scientifico, in vista di un incarico di vera e propria docenza (il “professore associato”). Rapidamente, il ricercatore è diventato un vero e proprio docente: lo sono stati affidati corsi, laureandi etc etc ed ha costituito una risorsa importante per lo svolgimento dell’attività didattica, a fronte del consistente aumento degli iscritti alle università.
Che succede ora? Questa figura verrà “precarizzata”: non sarà più un “ruolo”, ma sarà solo un incarico di tre anni più tre, alla fine dei quali ci sarà (forse) la possibilità di accedere ad un concorso per la docenza. I problemi sostanziali sono due: primo, che per diventare una figura di ricercatore “nuova”, ci vogliono anni. Il corso di laurea, il dottorato, qualche borsa post doc o assegno di ricerca… in media ci si arriverebbe attorno ai trent’anni. Il momento magari di avere qualche prospettiva più certa di tanti anni ancora di precariato. Secondo: che queste figure esistono, a vario titolo, già da anni, e che non si capisce che fine faranno all’interno della nuova riforma. Una carriera, quella universitaria, che si prospetta molto poco appetibile.
La realtà è che la ricerca propriamente detta è un settore che dal precariato trae solo svantaggi. Non siamo in un un ambiente di grande mobilità professionale, nel quale dalle molteplicità di contratti ed esperienze si trae una grande crescita, come per esempio il mondo economico e finanziario e tanti altri settori dell’occupazione. Una ricerca, un progetto di ricerca hanno bisogno di applicazione, costanza e motivazione. Un intellettuale puro non chiederà mai uno stipendio astronomico per fare bene il suo lavoro. Chiederà di avere la certezza di poterlo svolgere, per tutto il tempo necessario. Un catalogo ben fatto di un museo, dal quale sono tratte le notizie che troviamo sui depliant, sulle guide, sui supplementi dei quotidiani, può essere il lavoro di un decennio per un’equipe di persone.
E’ questo prima di tutto, che rivendicano i ricercatori. Uno stipendio certo, ed una stanza tutta per sé. Magari chiederebbero anche, per iniziare come per proseguire la propria carriera, concorsi equi e fondati sul merito, e non sulle protezioni accademiche, ma anche su questo punto la riforma è poco promettente. Forse ci sarà un concorso unico per i docenti, non più legato alle singole università (=lobby). Ma più precari si è, più si dipende da una gerarchia, da una “scuola”, dai professori e dai loro amici e nemici. E si è meno liberi di fare il proprio lavoro e la propria ricerca.

Riferimenti: Il blog sulla protesta

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Housemartins!!!

23 Ottobre 2005 1 commento


Ieri sera mi trovavo in un pub abbastanza particolare, dove si beve birra artigianale, si mangia cibo rigorosamente biologico, ci sono tisane ricercate e non si trova nessuna delle comuni marche di bevande o di snack. Il risultato per gli amanti è ottimo e soddisfacente, io invece che sono persona dai gusti un po’ rozzi ed astemia non sapevo assolutamente cosa prendere, ma mi sono rifatta ascoltando la musica. Dopo un pregevole “No guru no method no teacher” del mio amatissimo Van Morrison, improvvisamente ecco… Gli Housemartins!!
Confessate, quant’è che non li riascoltavate? Io nel risentirli mi sono rivista da ragazzina, quando mi facevo trascinare da quella musica irresistibile, dai testi intelligenti, dalle ballate più soul, graffiate dalla voce di Paul Heaton. Risentire “Me and the farmer”, “Sheep”, “Caravan of love”, “Happy Hour” , “Build” e tante loro canzoni è stato come una ventata di aria fresca, un ritorno ad un momento felice ma impegnato della mia vita, di cui loro erano degna colonna sonora. Erano anche i tempi dei “miei” EBTG. Ho “London 0-Hull 4″ (1986) e “The people who grinned themselves to death” (1987) in vinile e ne vado fierissima. Sono i loro unici due album originali, cui seguì la bellissima raccolta (che consiglio vivamente) “Now that’s what I call quite good” (1988) ed un “Best of” uscito addirittura nel 2004, in seguito all’acquisto da parte della Mercury dell’etichetta indipendente di cui faceva parte la Go! Discs, per la quale il gruppo ha sempre pubblicato gli album.
Li ricordate? Paul Heaton era la straordinaria voce del gruppo, che ha continuato a cantare dopo lo scioglimento della band nei Beautiful South, dove ha portato anche il batterista Dave Hemingway, subentrato a Hugh Whitaker – l’incappucciato di Caravan of Love. Quest’ultimo, dopo qualche problema con la legge, ancora suona in qualche club. Il chitarrista Stan Cullimore invece ha cambiato del tutto carriera, mentre il bassista Norman Cook si è dato alla musica techno-dance: ha avuto grande successo col nome di Fatboy Slim ed ha collaborato con i Beats International.

Riascoltateli: energia, ritmo ed ironia riempiranno la vostra stanza!

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Supercoppa volley femminile: forza Perugia!

22 Ottobre 2005 1 commento


Oggi pomeriggio a Torino, primo turno di Supercoppa italiana di volley femminile, che vede partecipare le quattro migliori formazioni della passata stagione. Si comincia con Novara-Perugia, a seguire Chieri-Bergamo, con pezzi di diretta delle partite dalle 15.30 su sabato sport rai 3. Domani l’atto conclusivo.

FORZA PERUGIA!

La Bestia nel Cuore candidato agli Oscar!

21 Ottobre 2005 Commenti chiusi

E’ stato reso noto che in sostituzione del film “Private” di Saverio Costanzo (si, il figlio di Maurizio), sarà candidato “La Bestia nel Cuore” di Cristina Comencini. “Private” era stato escluso perché, in sostanza, a rappresentare l’Italia sarebbe andato un film di produzione e regista italiani, ma senza una parola nella nostra lingua. Detto che secondo me è un criterio sbagliatissimo (perché un film esprime la cinematografia e la cultura di un paese non necessariamente con la lingua in cui è recitato, ma con la sensibilità di chi lo ha voluto, scritto, girato e prodotto -tutti italiani), sono contenta che sia stato scelto in alternativa La Bestia nel Cuore.
Non è un capolavoro, ma è un film gradevole, recitato benissimo soprattutto dalla Mezzogiorno e dalla Finocchiaro, che si regge, oltre che sugli attori, su un equilibrio delicato tra un tema difficile e insopportabile, e l’ironia delle situazioni. Il risultato secondo me è un film bello, non pesante, magari non riuscitissimo perché non si è voluto troppo calcare la mano su personaggi e storie… Per vedere come si può fare consiglio Mysterious Skin…
Ma secondo me è degno di rappresentare il cinema italiano, che è proprio così, gradevole, nel migliore dei casi, e non molto di più. Con qualche eccezione, come Le conseguenze dell’amore, che non è entrato nella rosa dei candidati perché uscito nella settimana sbagliata.
E spero che molte persone in più vedano il film della Comencini, e riflettano sul divieto ai minori di 14 anni inizialmente posto al film, perché pareva eccessivamente duro verso la famiglia tradizionale, e troppo accondiscendente verso quella “alternativa” (Stefania Rocca e Angela Finocchiaro). La regista ha fatto la sua battaglia e l’ha vinta. Io sono di parte, ma sfido chiunque a trovare un solo motivo per vietare la visione di questo film ad un quindicenne.

Riferimenti: La scheda di Repubblica.it

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Ciao Willy

20 Ottobre 2005 3 commenti


Willy Sojourner 1948-2005

Tutti i tifosi di basket lo ricordano.

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Assunti gli insegnanti di religione!

20 Ottobre 2005 Commenti chiusi

Da Repubblica.it 

C’è l’ok del governo: tutti assunti
gli insegnanti di religione

di SALVO INTRAVAIA

Procede spedito e senza intoppi il piano triennale di assunzioni degli insegnanti di Religione. Dopo i 9.229 immessi in ruolo lo scorso mese di agosto, è quasi pronto il provvedimento – addirittura retroattivo: a decorrere dal primo settembre 2005 – per l’assunzione di altri 3.077 docenti di religione cattolica (…).
Sarà dunque completato il piano di assunzioni degli insegnanti di Religione (tra i quali il precariato praticamente non esiste) con l’ultima trance – anch’essa di 3.077 posti a decorrere dal primo settembre 2006 – per arrivare ai 15.383 stabiliti dal ministro Moratti. Assunzioni da sempre osteggiate dalla Cgil scuola che si è sempre espressa con toni forti. “Il governo – ha dichiarato all’indomani della prima infornata di docenti di religione cattolica Panini – ha voluto forzare la mano con una legge che ha sconvolto le regole del mercato del lavoro e dell’occupazione: non è mai esistito che l’assunzione in un settore pubblico avvenisse sulla base di un requisito discrezionale, perché la condizione unica per insegnare religione cattolica nelle scuole è l’idoneità rilasciata dal responsabile diocesano. E nel caso in cui – sottolinea, il segretario della Flc Cgil – il responsabile diocesano revochi l’idoneità all’insegnante, questo deve comunque essere mantenuto in servizio”.
Già, per partecipare al concorso riservato agli insegnanti di religione, oltre ad avere insegnato per almeno quattro anni consecutivi nell’ultimo decennio, in una scuola statale o paritaria, occorreva la certificazione di idoneità rilasciata dall’ordinario diocesano. E in moltissime regioni italiane i concorsi hanno avuto un numero di partecipanti di poco superiore ai posti nel triennio in questione. A giochi fatti, in Emilia Romagna, Liguria, Marche, Molise, Umbria, Veneto e Lombardia – per l’elementare e la materna – i posti a disposizione hanno superato gli idonei. Il concorso che tutti sognano: più posti che candidati.

Strada ben diversa per le centinaia di migliaia di precari (storici o meno), alcuni iscritti da decenni nelle graduatorie permanenti, nei prossimi due anni scolastici saranno disponibili ‘solo’ 30 mila assunzioni (…) nella scuola ci saranno più pensionamenti che assunzioni. “Basta fare alcuni conti”, rilancia la Flc Cgil. “Dal 2001, il ministro Moratti ha assunto a tempo indeterminato 47.500 docenti e 7500 ATA, nello stesso periodo sono andati in pensione circa 100 mila docenti e 35 mila Ata. Il saldo negativo porta alla ulteriore precarizzazione di 53.000 docenti e di 27.500 ATA e al conseguente risparmio per le casse dello stato”, dichiara Enrico Panini.
E cosa accadrà nei prossimi due anni? “Il risparmio continua! 30 mila assunzioni contro un turn over di 40 mila docenti circa. L’attuale decreto dunque non solo non comporta maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato – sostiene Panini – ma comporta un vero e proprio risparmio di spesa. L’area della precarietà nella scuola dunque si allarga, da ciò si deduce che i disagi per la scuola sono destinati ad aumentare non a diminuire”. Immediatamente prima delle scorse elezioni regionali il ministro Moratti parlò di un piano che prevedeva 200 mila assunzioni in tre anni, ma poi si rimangiò tutto.
(20 ottobre 2005)

Ci saranno più insegnanti di religione del necessario, quindi, nel 2006. Che faranno, andranno in aula in due? Per tutte le altre materie, invece, classi sempre più numerose, perché ci saranno meno assunzioni rispetto ai pensionamenti. Il che significa un notevole risparmio per lo Stato, ma un’istruzione peggiore ed una società più povera, dato che molti insegnanti non potranno contare su un vero posto di lavoro. Ed i ragazzi saranno più ignoranti su tutto, tranne che sulla religione.
Il nostro governo (ma sarebbe esattamente lo stesso con uno schieramento di centro sinistra) è a caccia di consensi, e sa benissimo dove andarli a trovare.