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Archivio Dicembre 2006

2006 in pillole

26 Dicembre 2006 15 commenti


C’è un’unica cosa che mi piace di questo periodo in tv: quei programmi in cui si rivedono, per immagini, i momenti salienti dell’anno. Si riavvolge il nastro e si riguarda ciò che è successo. Bene, improvviso un un blogcast: ecco a voi il mio 2006 in pillole e per terzetti, piccoli punti fermi di quest’anno che per me è stato interlocutorio, sul genere la quiete prima della tempesta. E voi, cosa ricordate del vostro 2006?

Film
- La sconosciuta
- Radio America
- Little Miss Sunshine

Libri
- L’isola di Arturo
- Pastorale americana
- Un giorno perfetto

Sport
- Olimpiadi di Torino
- Vittoria della squadra femminile di tennis in Federation Cup (la coppa Davis al femminile)
- L’arrivo di Paolo Bettini al giro di Lombardia. Questo forse va spiegato: Bettini è campione olimpico di Atene 2004 e campione mondiale 2006; pochissimi giorni dopo il titolo mondiale perde il fratello in un incidente stradale e pochi giorni dopo ancora è di nuovo in bici per il giro di Lombardia. Che domina, arrivando da solo sul traguardo, in lacrime.

Fatti
- Elezioni politiche
- Morte di Pinochet
- Rapimento di Tommaso

Viaggi
- Perugia/Lago Trasimeno
- Londra
- Valle Aurina

Bene, ora è tempo di voltare pagina e di cambiare anno. Nuova agenda, nuove pagine, nuovi fatti. io tengo sempre un occhio al passato, però, mai come questa volta, sono curiosa di sapere cosa mi riserveranno i mesi a venire. Intanto, vi auguro un felice 2007; questo blog tornerà presto con un post della carissima The Hours.

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La legge del contrappasso

14 Dicembre 2006 18 commenti


Riassunto delle puntate precedenti: ho, tra gli altri, una cugina molto bella, intelligente, assolutamente adorabile. Diversi anni fa, incontra un ragazzo un po’ più grande di lei, maturo, indipendente, con un bel lavoro. Proprio una bella persona, di quelle che danno sicurezza. Se ne innamora. Benissimo. La mia nonna materna in cuor suo l’ha sempre saputo, sarebbe stata lei la prima a sposarsi e così sarà, anche se un altro nipote le ha già dato una grande gioia, quella di essere bisnonna. Ma questo mio cugino, già papà, non si è sposato. E fa una bella differenza. Va detto, con tutto il rispetto possibile e solo come dato di fatto, che i miei zii vivono al sud e sono piuttosto tradizionalisti; va anche aggiunto, oltre al fatto che R., dei loro quattro figli, non è solo la prima a sposarsi, che è anche l’unica femmina: è comprensibile che i genitori vogliano fare le cose in grande, in modo che sia un giorno speciale per lei.

Veniamo ai nostri giorni e soprattutto a me. Tutto ciò naturalmente mi riguarda da vicino, perché sono invitata. Sappiamo già che sarà una cosa oceanica e con i controfiocchi, tanto che mia zia aveva offerto a noi tutti l’albergo, nonostante si abiti a 10km-10 da dove si sposerà la mia cugina R. “Non vorrete mica guidare al buio?”, diceva.

Non amo i matrimoni, soprattutto questo tipo di matrimoni, quelli familiari. Fossero amici, ok, ma, pur adorando mia cugina, non posso certo essere entusiasta del contorno. E’ chiaro poi che pur avendo una relazione da nove anni, la mia compagna, indipendentemente dal fatto che qualcuno sappia o no di noi, non esiste: in queste occasioni io sono sempre la single. E sono situazioni che pesano, a volte. Comunque, da tempo ero preparata a questa cosa, sarebbe dovuta succedere.

Mancava la data. Cominciano i guai: 31 dicembre. Come faccio? Trovo un’insperata alleata in mia madre, che non ne vuole sapere di stare anche a cena e fare tardi: mia nonna non può stare tutto il tempo, la si deve riportare a casa. Quindi compromesso: si starà per la cerimonia. Poi tutti a casa. Io posso prendere le valigie, caricare il gatto, e passare la sera dell’ultimo dell’anno con chi voglio. Evvai.

Si sposa in chiesa. Beh per me non è il massimo, mi sento molto a disagio, però in fondo mi basta vedere le persone felici e va bene così.

Ce la posso fare. Almeno così credevo fino a ieri, quando mi arriva un sms. Di mia cugina, che mi dice che sarebbe felicissima se leggessi qualcosa in Chiesa… aiuto! La prima reazione è stata di gratitudine ma poi… dramma!!! Ma si leggono delle cose in Chiesa durante i matrimoni? Non lo ricordavo! E cosa??? Davanti a tutti???? Sono entrata nel panico. Così, per esorcizzare il tutto, penso quante cose tremende potrebbero accadere, del tipo:

mi dimentico quanto tocca a me

inciampo al momento di salire il gradino

urto il microfono

mi impappino leggendo

giorni dopo, mi rivedo per caso in un filmato di paperissima

Insomma, come Sofia Loren nell’ultimo spot vi chiedo: AIUTATEMI!

Francia e dintorni

10 Dicembre 2006 12 commenti


Rientro dalla Francia e sento che qui infuriano le polemiche sulla proposta di introdurre in Italia qualche norma a tutela delle unioni di fatto, etero e omosessuali. La solita storia, cattolici da una parte, laici dall’altra e polemiche a non finire. Rientro dalla Francia e mi chiedo: ma se invece del muro contro muro – queste norme distruggono la famiglia/bisogna estendere i diritti – qualcuno facesse dei confronti e spiegasse agli italiani come funziona all’estero? Voglio dire: in Spagna cosa è successo? C’è stata disgregazione sociale o no? In Inghilterra? Numericamente, quante sono le unioni di fatto rispetto ai matrimoni? Cose di questo genere. Invece nessuno lo fa. E in Francia? Eccomi al post che volevo scrivere.

Per lavoro sono stata a Montpellier e a Parigi, nel mese di novembre. Dopo la puntata su Londra, eccovi la mia personalissima guida a queste due città.

Montpellier è una città deliziosa del sud della Francia, capitale della regione Languedoc-Roussilion. Ha un centro storico non grandissimo, di impianto medievale ed aragonese, con strade piccole su cui si affacciano ora negozi molto eleganti. E’ conosciuto come l’Ecusson perché la pianta del centro è a forma di “scudo”. La piazza principale è Place de la Comedie, enorme, il vero cuore della città. Non perdetevi la cattedrale di Saint Pierre, di stile gotico, dalla facciata imponente e particolarissima, con due campanili ai lati. Attaccata alla cattedrale è la sede dell’Ecole de Medecine, una delle più antiche in Europa (credo seconda solo a Salerno). Importantissimo e ricco è il Musée Fabre ma non ve lo posso descrivere perché è chiuso per ristrutturazioni e riaprirà solo nella primavera del 2007. Uff! Per lo shopping, oltre alle vie dell’Ecusson, c’è un enorme centro commerciale chiamato Polygone, secondo me discutibile, ma molto frequentato. Infine una dritta: se vi piace nuotare, andate assolutamente alla piscina olimpionica Antigone: è grandissima, ci sono due vasche, e funziona perfettamente. Mi è piaciuta molto. comunque, quello che mi ha più colpito di Montpellier, è l’atmosfera. Sarà stato questo autunno così particolare, ma a me sembrava che la città stessa trasmettesse chiarore e calore, le persone sono gentili, amichevoli, tutto mi è parso estremamente accogliente. Naturalmente, poi, vale la pena fare un giro sulla costa, che tutti descrivono come splendida ma che non ho potuto vedere. E’ da città come Montpellier, inoltre, che è partita la straordinaria ascesa di Ségolène Royal, governatrice di varie città del Sud e credo originaria, se non di Montpellier, del suo dipartimento, l’Hérault.

Parigi Premetto che conosco bene Parigi, ma non tanto da turista quanto, ancora una volta, da studiosa. Per questo mi sento di consigliarvi, oltre a tutte le mete classiche possibili, per cominciare un giro alle due sedi della Bibliothèque Nationale, una in centro a Rue de Richelieu – dove prima stava anche l’altra – che è dedicata ai manoscritti, stampe, fotografie etc, l’altra a Tolbiac, nella zona di Bercy, che contiene i libri a stampa. Sono un centro di cultura straordinario e spesso ospitano mostre di ottimo livello. Ho visto la mostra fotografica sulla Fotografia umanista a Richelieu, dedicata a quegli artisti che dal dopoguerra in avanti circa, come Doisneau, hanno concentrato la loro l’attenzione sull’essere umano. Grande spasso a Parigi sono i cinema, tantissimi, per tutti i gusti, con tariffe spesso molto convenienti. Vedere un film in una piccola sala, non nei grandi UGC e simili, ha un che di poetico. Il mio preferito in assoluto è Le latina nel Marais: un club/cinema che proietta film preferibilmente spagnoli-latinoamericani, dentro al quale però c’è una sala da ballo. Vi può capitare, uscendo dalla sala, di trovarvi in mezzo a serate danzanti con balli latinoamericani. Un’atmosfera molto particolare. Per mangiare, non c’è che l’imbarazzo della scelta. A me piace molto la zona di Rue Mouffetard, dietro al Pantheon: pieno di localini francesi e internazionali, con menu interessanti attorno ai 15 euro. Un’altra grande esperienza è andare nel vecchio mercato a Les Halles: è attorno alla Rue Montorgueil, dietro alla chiesa di San Eustachio e al Forum des Halles. Come parchi, vale un giro sicuramente ilBois de Boulogne, oltre al classico Luxembourgma il mio parco preferito resta il Parc de Sceaux lontano dal centro e a due fermate di metro dall’aeroporto di Orly. Molto carina e forse meno nota ai turisti anche la Promenade plantée che si prende dalla piazza della Bastiglia.

Per ora metto fine ai miei personali consigli e concludo con una breve rassegna dei film che ho visto a Parigi.

The dreamers di Bernardo Bertolucci, l’ho trovato proprio brutto e pur comprendendo quali fossero i temi trattati e l’interesse che avrebbero potuto suscitare (il ’68 sullo sfondo, la scoperta della sessualità, il “sogno” del cinema etc etc), niente mi ha coinvolto. Brutto e a volte sgradevole nelle scene di intimità, chiamiamola così, dei tre ragazzi. Secondo me non coglie nel segno. A volte non mi è dispiaciuta la sceneggiatura, ma per il resto secondo me vale molto poco.
The Queen di Stephen Frears. Questo è invece molto bello, delicato, sottilissimo, scritto e interpretato molto bene. Narra dell’atteggiamento di Elisabetta II nei giorni che seguirono la morte di Lady D. e delle tensioni con il governo e in particolare con un Tony Blair ai tempi appena eletto. La storia è tutta incentrata sulle diverse reazioni dei Reali via via che il tempo passava e che l’intera Inghilterra si univa nel piangere Diana, allontanadosi da una regina per niente incline a dire qualcosa sull’accaduto. Da vedere.
Ne le pas dire à personne è un giallo francese, che fa passare due ore gradevoli, ma poco più. Non è un film perfetto né limpidissimo come costruzione, la storia è molto complicata e si dipana con qualche difficoltà. Grande successo di pubblico in Francia, ma la critica è stata, giustamente a mio avviso, un po’ freddina. Non mi è dispiaciuto, ma non ne sono rimasta entusiasta.
Princesas di Fernardo Leon de Aranoa mi è piaciuto moltissimo. Credo sia passato solo velocemente in Italia, ma se lo trovate in qualche cineclub o in dvd non fatevelo scappare. Parla dell’amicizia tra due prostitute a Madrid, un tema forse banale ma trattato con un tocco aggraziato e ironico, che rende il film godibilissimo. E’ scritto molto bene e ha una colonna sonora perfetta, con canzoni tra gli altri di Manu Chao.