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Archivio Aprile 2007

Chiuso. Here comes the rain again.

26 Aprile 2007 32 commenti


Questo blog chiude per un po’. Il motivo? Mancanza di parole. Le parole sono qualcosa che organizza, interpreta, ordina la realtà e in questo momento non ho niente di tutto ciò. C’è un mondo, una vita da una parte, ci sono io dall’altra, manca qualsiasi collegamento. Tant’è che non solo non riesco a raccontare niente io, ma faccio fatica anche a leggere le parole altrui, che si tratti del Diario di Bridget Jones, degli Studi di Iconologia di Erwin Panofsky, dei vostri post. Sono silenziosa, molto. Sono cambiata, dicono.

E quindi è il momento di fermarsi, di ripiegare e, se sarà necessario, di curarsi, per ritrovare un filo che di nuovo unisca i giorni, che metta in ordine le ore. Potrebbe trattarsi solo di un breve pit-stop, o di una sosta lunga, difficile da dire. Ma tornerò, con parole nuove, con altre storie, e felice di leggervi.

Vi lascio con una chicca pescata in youtube: Annie Lennox e Paul Buchanan (The Blue Nile) cantano Here comes the rain again degli Eurythmics.

Here comes the rain again

Here comes the rain again
Falling on my head like a memory
Falling on my head like a new emotion
I want to walk in the open wind
I want to talk like lovers do
I want to dive into your ocean
Is it raining with you ?

So baby talk to me
Like lovers do
Walk with me
Like lovers do
Talk to me
Like lovers do

Here comes the rain again
Raining in my head like a tragedy
Tearing me apart like a new emotion
Oooooh
I want to breathe in the open wind
I want to kiss like lovers do
I want to dive into your ocean
Is it raining with you ?

So baby talk to me
Like lovers do
Here comes the rain again
Falling on my head like a memory
Falling on my head like a new emotion
(Here is comes again, here it comes again)
I want to walk in the open wind
I want to talk like lovers do
I want dive into your ocean
Is it raining with you ?

Video importato

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Realtà, o dell’amore impossibile

14 Aprile 2007 13 commenti


L’illusione del sogno e il peso della realtà: ho provato l’amore impossibile. L’amore che sai che esiste, l’amore ricambiato, e allo stesso tempo l’amore solo accarezzato, che non può essere. La consapevolezza che è successa una cosa bellissima, che poteva non succedere, ed è successa a me. La profonda tristezza di aver perso una persona, sapendo fin dal principio che l’avrei persa.

Starete pensando che è sposata. Non lo è, ma è come se lo fosse. E’ sposata ad un sistema intero, composto da un uomo, una famiglia, una città, una routine di orari e luoghi, è sposata ad una vita consolidata, che in fondo desidera, nonostante qualche zona d’ombra. Voleva la luce anche in queste zone d’ombra e mi ha cercato. Anch’io volevo la luce, e l’ho seguita. Prima la curiosità, prima l’esplorazione, prima la superficialità. Prima, tutto ciò che si limita a rischiarare quell’ombra.

Doveva restare così.

Ho imparato come una donna che abbia vissuto in maniera del tutto convenzionale, sentimentalmente parlando, possa avere a che fare con un’esperienza inaspettata, ovvero l’attrazione per una persona del proprio sesso. Quante persone conoscete (è più frequente fra le donne) che non escludono, in teoria, un’esperienza omosessuale? Io tante, ma ne ho conosciute poche che abbiano davvero dato seguito a quest’idea. E’ qualcosa di sconvolgente, provoca reazioni quasi infantili, che mi fanno sorridere, perché naturalmente per me si tratta della norma.

Ciò che davvero sconvolge è la naturalezza, il sentirsi a proprio agio, la normalità: anche le persone dalla mentalità più aperta e dal rapporto più sereno possibile col proprio corpo e la propria sessualità, dentro di sé hanno in fondo l’idea del “contro natura”. La curiosità, l’attrazione spingono a provare, ma la mente spera di avere una risposta univoca, del tipo: ok, non fa per me. Dopo i primi contatti, la novità, una specie di trasgressione, tutto rientra nella norma. A volte succede.

Nel mio caso, non è successo. E questo può spaventare.

E non poteva essere nemmeno un’avventura. Un’avventura è fine a se stessa. Un’avventura è semplice, accade o non accade, non mette in discussione niente. E’ quando l’incontro tra due persone apre inaspettatamente dei mondi diversi, che diventa spaventoso. Non spaventa solo il fatto di sentirsi a proprio agio, spaventa anche il fatto di vedersi accanto ad un’altra donna, mentre tutto ciò che si vorrebbe è che il fidanzato diventasse il padre dei propri figli.

Non è solo il tradimento verso una persona, il problema. E’ il tradimento di una vita intera, significa tradire certezze, fiducia, modi di pensare e di vivere. Ho vissuto la sincera difficoltà di una persona che si rappresenta in modo assolutamente convenzionale, che vuole la normalità, vuole il riconoscimento, vuole la società, e che allo stesso tempo prova qualcosa che distruggerebbe tutto questo.

Vuole la sua vita. Vuole questa realtà.

E così la decisione: non possiamo andare avanti. Non perché alla fine era tutto un grande abbaglio, questa nostra attrazione, ma perché non c’eravamo sbagliate affatto, anzi, c’era molto di più. Non possiamo essere amiche. Ma non siamo nemmeno amanti, quelle dei giorni prestabiliti e degli orari fissi. Siamo altro, siamo qualcosa che non può essere. Per la prima volta nella mia vita, la realtà “convenzionale” pone un limite invalicabile, il limite del desiderio, assolutamente legittimo, di una donna, di vivere entro quell’orizzonte che ha sempre voluto e pensato come giusto per sé.

Sono divisa in due, diceva sempre. Lo ero anch’io. E lo sono ancora. Tra ricordi bellissimi e rimpianti infiniti. Ho capito che vivere l’amore impossibile significa sperimentare contemporaneamente gli opposti più forti: gioia e dolore, sogno e realtà, follia e razionalità, abbandono e rinuncia; è proprio questo che renderà unica ed indimenticabile questa esperienza. Unica e indimenticabile, lei.

Quattro film

5 Aprile 2007 12 commenti


Negli ultimi tempi sono stata diverse volte al cinema, soprattutto nel mio periodo a Parigi, dove c’è un’offerta straordinaria di sale e di pellicole. Di seguito, qualche consiglio.

Diario di uno scandalo. Relazioni esasperate, morbose, solitudine, passione. Relazione morbosa, quella tra le due insegnanti, Judy Dench e Cate Blanchett, la prima, anziana, sola, dalla personalità disturbata, omosessuale, è attratta dalla seconda, collega giovane e bella appena arrivata. Passione, passione oltre il lecito, quella di Cate Blanchett, che ha una relazione con un suo allievo sedicenne, lei, sposata ad un suo professore, molto più anziano, e madre di due figli. Una situazione emotivamente esasperata, che porta allo scandalo. Secondo me il film non è del tutto riuscito, nonostante la storia fosse secondo me molto stimolante, ma è da vedere per due motivi. Le due attrici: la Dench è stata candidata all’Oscar per questo film ed è credibilissima in un personaggio terribile; la Blanchett a mio parere è perfetta nell’interpretare una donna controversa, tormentata, e allo stesso tempo affascinante. La colonna sonora di Philip Glassche rende molto meglio del film la grande tensione emotiva che si crea via via che la situazione delle protagoniste si complica e viene portata all’estremo. Bellissimo cd, l’ho comprato subito, ve lo consiglio.

Saturno Contro. Storia di un gruppo di amici che si stringono, con le loro storie, le difficoltà, le debolezze, attorno al protagonista, a cui muore il giovane compagno. Sinceramente non mi è piaciuto. Anche qui tema promettente, ma il film nel complesso non mi ha coinvolta più di tanto, cosa per me grave perché in genere ci vuole molto poco, specie nel caso di film con questi temi.

Le vite degli altri. Esce venerdi in Italia, credo, io l’ho visto a Parigi ed èun film da non perdere. Parla di un agente della Stasi, i servizi segreti della Germania Est, incaricato di spiare uno scrittore sospettato di avere idee sovversive, che alla fine cercherà di proteggere il suo sorvegliato. L’attore protagonista, bravissimo, conosceva bene il tema perché fu uno dei primi a richiedere, dopo la caduta del muro, le carte della Stasi, divenute pubbliche, scoprendo che la sua famiglia era stata spiata per anni. Film veramente splendido (Oscar per miglior film straniero), opera prima, che a me ha ricordato un’altra pellicola tedesca,La rosa bianca, per la stessa volontà, da parte dei due registi, di riflettere, pur in maniera molto diversa, sul passato e la storia del proprio Paese, con un stile asciutto, scarno, che è capace di suscitare emozioni e di raccontare con grande profondità storie dure e complesse. Non lasciatevelo scappare.

Lezioni di volo. Film di Francesca Archibugi che parla del viaggio di due giovani in India (paese di origine di uno dei due, adottato da tipica famiglia-bene italiana) e del loro incontro con una dottoressa di un’organizzazione tipo Emergency, Giovanna Mezzogiorno. Secondo me è in fondo un film da vedere, tante situazioni e personaggi trattati con cura, la fotografia (il film è stato girato davvero in India), qualche bel dialogo; forse la storia alla fine non è del tutto stringente, in qualche circostanza si sfiora il luogo comune, però si passano due ore gradevoli. La Mezzogiorno, che all’inizio del film non mi sembrava convincente nel personaggio, migliora minuto dopo minuto. Al momento secondo me è una delle nostre migliori attrici.

Buona visione e Buona Pasqua a tutti.

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