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Archivio Novembre 2008

Non solo Maria Star

12 Novembre 2008 3 commenti

L’"onda" la chiamano: un movimento di protesta nato quasi spontaneamente, estemporaneo e che si è ingigantito col passare delle settimane, fino a riunire centinaia di migliaia di persone. Scuola e università si sono unite per manifestare contro il ministro Maria Stella Gelmini (ribattezzata da Luciana Littizzetto "Maria Star"), le cui proposte tagliano radicalmente le risorse sia al settore dell’educazione che a quello della ricerca. Per quanto riguarda le università, oltre ai tagli di fondi, la proposta è quella di modificare le sedi in fondazioni private, tagliare il "turnover", ovvero l’immissione in ruolo dei giovani al posto dei pensionati, al 20%, che significa assumere un nuovo docente ogni 5 pensionati, a fronte di un’ulteriore incentivo ai contratti a termine. Sono sicuramente provvedimenti gravi e che restringono ulteriormente le possibilità di ricerca e di carriera per i giovani (e non più giovani!) che sognano di fare dello studio e dell’insegnamento la propria professione. Anche le più recenti aperture del ministro in materia di università sono state ritenute inadeguate e niente pare fermare l’"onda". Ci si chiederà perché e la risposta è semplice. Il problema infatti non riguarda solo i provvedimenti del ministro Gelmini (che nella forma attuale presentano alcune modifiche, a mio parere non sostanziali, rispetto alle prime proposte di legge), ma la politica degli ultimi anni, anzi degli ultimi governi, in materia di ricerca e università. Blocco dei concorsi, tagli di fondi, precariato generalizzato sono come inviti nemmeno troppo impliciti a trasferirsi altrove, perché in Italia la politica dei tagli è indiscriminata e soprattutto colpisce settori evidentemente ritenuti non strategici come la ricerca. Contro tutto questo, politiche di destra
e sinistra, contro l’idea che si possa continuare a tagliare all’infinito la ricerca, su cui invece si fonda la nostra eccellenza, la nostra stessa identità di nazione di cervelli, di arte, di cultura e di scienza, protesta l’"onda" e ha perfettamente ragione. E venerdi prossimo, ci sarà una manifestazione a Roma, sindacati o non sindacati. Si tratta di un movimento senza una matrice politica forte (se è un’onda, non è certo stata cavalcata a dovere dall’opposizione, prudente per non dire silenziosa), di persone che semplicemente chiedono un futuro per loro stessi e per il nostro paese: è a noi tutti chiaro quello che per molti, non solo a livello politico, pare solo un sogno da intellettuale con la testa fra le nuvole, ovvero che la vita di una comunità si conserva e si nutre grazie alle menti che pensano, allo scambio di opinioni, alla critica, all’invenzione, al confronto e al dibattito anche scientifico e culturale e non solo politico ed economico. E quindi non c’entra solo Maria Star, c’entrano tutti coloro che ritengono la scienza qualcosa che riguarda solo pochi eletti e non la vita di tutta una società.

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Una esequie al passato

10 Novembre 2008 Commenti chiusi

Faccio sempre una grande fatica a leggere la poesia, lo ammetto. Più che a leggerla, faccio fatica a ricordarla e magari dovrei riprendere quell’abitudine che sembra antiquata ma che secondo me ha senso, ovvero di imparare dei versi a memoria. Ma c’è un’eccezione. Le poesie di Alda Merini, di cui ho un’antologia, Fiore di poesia, pubblicata da Einaudi. Sono parole che non riesco a dimenticare: difficilmente ho trovato un poeta che sapesse indagare in modo così vasto le emozioni, il dolore, l’amore, la follia, il ricordo, ogni esperienza umana. E’ una verità che si coglie per immagini fortissime, attraverso parole dense ed evocative. E’ come se ogni piega delle nostre emozioni fosse un’esperienza carnale e mistica allo stesso tempo. Mi viene quasi da pensare che la malattia mentale della Merini, la drammatica esperienza dell’internamento in un manicomio, abbiano allargato le possibilità della percezione di sé, portandola a una profondità inarrivabile e spingendo il linguaggio ad una pregnanza che non ho mai incontrato prima.

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