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La vecchiaia dei sentimenti. Per Daniela.

24 Febbraio 2009

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Come siamo vecchie, Daniela, pur non sapendo mai crescere. Come siamo vecchie, perché ci conosciamo da quattro giorni ed eccoci lì chiuse in macchina come adolescenti, per poi passare ore a descrivere ciò che vogliamo e ciò che siamo, quello che è stato, quello che vorremmo che fosse. Mettendoci sotto esame, sapendo già cosa ci manca, pianificando, analizzando sentimenti che non ci sono, solo per paura di sbagliare e di restare scottate un’altra volta. Siamo vecchie e noiose, siamo lì, con tutte le nostre prerogative, con tutti i se e i ma, i "vedremo come andrà" i "va bene così", finita la serata finito tutto e per carità, impegnarsi mai, perché sappiamo già tutto di noi.

E’ davvero così un nuovo incontro alla soglia dei quarant’anni? Così annoiate, così timorose e profondamente sole,  da volere solo gratificazione nella pelle che si tocca, ma la mente deve essere altrove, resta nel nostro mondo, resta nella vita che ci siamo costruite cercando di tamponare le ferite del passato? Siamo veramente questo, Daniela, due persone dai mondi lontani, legate solo da uno sguardo, incapaci di fare un passo avanti e di non vedere ovunque un abbandono? Stiamo già pensando a come non soffrire per una storia inesistente che non funziona?

Forse si, siamo queste: io nel desiderio di conoscere la tua vita e nell’ansia di un segno che vorrei e che non arriva; tu, nel tuo mondo allargato, in cui un incontro segue l’altro, in cui ora non vuoi legami, perché provarci ora significa soffrire, significa mettersi in gioco e cadere nel buio. Siamo già vecchie, Daniela, pensiamo a figli e a famiglie impossibili, sogniamo una vita irraggiungibile mentre tu bevi un bicchiere dopo l’altro e io resto in un laboratorio deserto fino alle due di mattina, entrambe alle prese con la nostra solitudine e le nostre difese che non vorremmo più abbassare.

Buonanotte, mia cara, forse ogni tanto ci incontreremo e magari ci ameremo in qualche parcheggio in cima al mondo, io che cerco di copiare l’amore ma mi confondo; per entrambe la vita e l’amore sono altrove, in due sfere lontane che si toccano solo nel momento di un bacio, per poi riprendere ad allontanarsi, ritoccarsi di nuovo nello spazio di una carezza e separarsi ancora, fino a che la spinta non sarà troppo forte e non ci sarà più modo di avvicinarsi. E allora ci saluteremo, o forse saremo già irrimediabilmente distanti prima di salutarci; un giorno magari rimpiangeremo l’amore non avuto, o forse semplicemente avremo dimenticato, strette nelle braccia di una nuova persona, o avvolte nelle coperte di un letto vuoto, in compagnia solo dei nostri sogni sfumati.

 

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  1. 24 Febbraio 2009 a 9:41 | #1

    terribilmente mi vedo rispecchiata in quel che scrivi, e dico terribilmente perchè mi vedo sia in te che nell’altra e devo darti ragione su quel vecchia, su quanto la vita ci ha marcato, così tanto che non pensiamo al momento che stiamo vivendo ma siamo già proiettate a cercare di non soffrire, il tutto condito da quei se e ma che rendono vecchi, non più freschi, non più spontanei.

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