Home > Argomenti vari > Le single invisibili.

Le single invisibili.

23 Marzo 2010

hopper.hotel-room Ieri sera ho avuto una bellissima conversazione con una delle mie più care amiche. Si occupa di filosofia e di teorie dell’amore, sull’amore ed è una cosa serissima. Lei dice: è fallito l’ideale dell’amore romantico. Fallito non perché le persone non ci credano o non ci tendano, fallito perché alla prova dei fatti, l’amore romantico crolla o meglio, si frantuma. Ma non è necessariamente un male, ci sono tante nuove e altre forme d’amore, si persegue l’intensità dell’amore e quindi una volta che sorgono i problemi si tende ad uscire dalla coppia, a cercare altrove, nuove persone, invece di restare comunque dentro una relazione. Si ha un’idea della finitezza del rapporto, come della finitezza di un contratto, nulla e per sempre e quindi perché rompersi tanto l’anima? Le possibilità di incontro sono tante ormai, reali o virtuali: ogni cosa è permessa, ognuno ha una sua propria etica dell’amore perché non esiste più un’unica etica dell’amore e della coppia. Ammesso che sia mai esistita. Ma è vero che il nostro mondo tende a personalizzare ogni cosa, è l’età del personal computer, dell’ipod, di facebook, la mia pagina web, myspace; tante sono le parole inflazionate che hanno a che fare solo con la soggettività, l’individualità: l’avatar, il profilo, l’ID. E personalissimo è l’amore, non un comportamento ma tanti comportamenti.

Pensiamo alle infinite possibilità di relazione e di amore, pensiamo alle infinite combinazioni possibili, piano piano esisterà un’etica, uno status per questo variegato e bellissimo mondo di persone che si avvicinano, si piacciono o sono semplicemente attratte l’una dall’altra, o meglio tante etiche, tante figure, tanti modi e modelli.

Qualcosa a cui non si pensa mai, perché è il più grande incubo della nostra esistenza, è alla solitudine. Non c’è uno status delle persone sole, tanto che chi si trova da molto tempo in questa condizione, continua a viverla come una colpa, qualcosa che ci si è meritati, che deriva direttamente da cosa siamo, quando non una punizione. Non c’è mai un sentimento positivo nei confronti della solitudine, men che meno nei confronti delle donne sole, le vere invisibili. Un uomo solo, comunque, ha una sua visibilità, anche solo per il fatto di essere uomo. Una donna sola, soprattutto senza figli, ha intanto contravvenuto al suo ruolo naturale, primario, continuare la specie (una mamma single esiste già di più che una single e basta) e poi ritiene se stessa ed è ritenuta come una persona ‘rimasta’ sola, che nessuno vuole.

La donna di cui sto parlando non è la single di sex and the city, ricca e attraente; sono le donne convenzionali, normali. E anche quelle di sex and the city non sono stabilmente ‘dentro’ la solitudine, perché la temono sopra ogni altra cosa, e continuano a negarla, come molte delle loro coetanee che conosco, e la ‘riempiono’ o cercano di dimenticarla cercando gratificazione in ogni incontro possibile, nell’attesa del principe azzurro, dell’amore romantico, che però si chiama mr. big. Ci sono tante donne che vivono la loro vita senza andare nei locali, lavorando, pensando, coltivando i propri interessi, cercando di essere autonome e riempiendo i propri vuoti in altro modo rispetto all’affannosa e sistematica ricerca di un compagno. Queste sono le vere invisibili.

La mia amica sostiene che quando capiremo che anche questo è uno status positivo, che non è il risultato di un’assenza, di un abbandono, di una nostra mancanza, ma è una situazione da vivere con energia e senza sensi di colpa, avremo ‘fondato’ un nuovo modello, tra i tanti, di femminilità. Che non comporta né la rinuncia definitiva e aprioristica della vita di coppia, né un’eterna attesa della persona giusta, ma comporta l’accettazione della propria condizione per quella che è, nei suoi aspetti concreti, non ‘punitivi’.  Esisterà sempre quella sensazione che niente descrive meglio di queste parole di Saffo :

La Luna è tramontata e così le Pleiadi. La notte è nel suo cuore. Il tempo fugge. E io dormo sola (fr.168);

però c’è una nuova libertà e indipendenza, c’è la possibilità di una profonda presa di coscienza di sé e del proprio valore indipendentemente dal conforto di un compagno/a, e di vincere la sfida di conquistare una visibilità diversa e una forza interiore senza precedenti. Non voglio nemmeno sentir parlare di un nuovo femminismo, né di nuova o altra femminilità: è  una femminilità che già c’è, ma invisibile, sommersa, che deve venire alla luce, mostrarsi, con la consapevolezza delle difficoltà ma anche dei punti di forza di questa condizione.

Io e la mia amica siamo tra quelle che vivono il proprio status di single combattendo ogni giorno con l’idea che ce lo siamo meritate, che siamo ‘rimaste’ sole, che in fondo nessuno ci vuole. Le invisibili colpevoli. Ma la mia amica è migliore di me in questo. Lei lavora per se stessa, cerca una positività e la sta perseguendo. Io sono un passo indietro lo ammetto. E’ un anno che non vedo nessuno e mi sono chiesta: ho incontrato in quest’anno una persona che avrei desiderato conoscere meglio? Si. E l’ho cercata, non c’è niente di male. Risultato? Indifferenza, nemmeno un appuntamento per un caffè. Perché prima di tutto bisogna essere visibili a se stessi, per sperare di essere visibile agli altri. E io ancora sono lontana anni luce da tutto questo, eppure capisco che la mia amica ha ragione, e che devo provare a ri-trovarmi, a ri-vedere un’immagine positiva di me, prima di tutto. Per me, per la mia amica, e per tutte le donne sole che vivono la loro condizione come una colpa, che avvolge con un panno scuro tutta la loro luce.


Categorie:Argomenti vari Tag:
  1. 23 Marzo 2010 a 9:30 | #1

    Buon giorno io ho la mia teoria sull’argomento, dettata purtroppo, da alcuni anni d’esperienza anagrafica. Non è finito nulla, anzi l’amore è sempre uguale a se stesso punto. Non è Lui che termina, ma la mancata consapevolezza che semplicemente si modifica con il passare degli anni. Resistono le coppie, solo se si ha la capacità di “digerire” questa metamorfosi altrimenti appunto le coppie scoppiano. In quanto a rimanere single se per scelta, tutto diventa sopportabile, se si incominciano a cercare colpe o motivazioni arcane, allora si entra il vischiose domande/risposte tutte opinabili, quando non solo utili a farsi del male. Sempre a mio modesto parere è il livello di sopportazione verso l’altro/a a far in modo che la storia non decolli o si interrompa ancor prima di nascere. Nessun altro è “a misura tua” veramente in un mondo attuale dove difficilmente sopportiamo a volte noi medesimi, come trovar spazio per un altro individuo nella nostra esistenza? Si nasce e si muore in un certo senso “soli” e proprio la capacità di trascorrere “bene” del tempo in solitudine, non facendola divenire una condizione patologica risulta alla fine vincente. Naturalmente dividendo emozioni, sofferenze, fortune e amenità per due è molto meglio, ma non indispensabile quando i percorsi della vita sono stati a numero dispari.

  2. 23 Marzo 2010 a 9:52 | #2

    non so, a me la solitudine piace tantissimo e la cerco boicottando di regola ogni uscita sociale… ma forse so che non sarò mai veramente sola perchè un legame con mia figlia sia lei presente o no, ci sarà sempre.
    in quanto all’amore… a che livelli bassi siamo. basta essere iscritta in qualche social network che qualcuno ci prova, così, tanto per passare il tempo.. con te e ovviamente con tutte quelle che trova carine in base all’avatar… sempre in ricerca, che siano impegnati o no..
    certo, se si considera l’amore come un contratto a termine… chi me lo fa fare di essere fedele e sacrificarmi per un compagno che so, appena troverà un’altra che gli piacerà di più mi lascerà?
    non so che dire, a me la vita sembra molto breve, passa tutto in fretta quindi il “rispettare, amare…” (vabbè non ricordo più la formula) finchè morte non sapari non lo trovo traumatico.. ma in una società dove appena il seno ti scende vai a gonfiartelo, appena ridendo ti appaiono le prime rughe vai a tirartele, è ovvio che appena hai il moroso che non ti rende più felice vai a cambiartelo. nessuno sa più reggere neanche al minimo stress che la vita mostra… o si insabbia la testa come gli struzzi o si scappa…
    è pericolosa questa cosa… per l’amore tanto (perchè se arrivano figli saranno questi a soffrire di più), ma per qualsiasi situazione..
    però non vedo soluzioni :(

  3. 23 Marzo 2010 a 10:16 | #3

    Il Kali Yuga (ormai al crepuscolo, per fortuna) trae linfa da tutte queste castronerie.
    Amore, ragazze madri, non ci vuole nessuno…
    L\’amore è un processo chimico della durata variabile dai 6 ai 24 mesi; chiunque affermi di essere ancora innamorato dopo tanti anni è in errore. Il vero problema di questa società, e lo ripeterò sempre, è la monogamia: ovvero una dele cose più innaturali in assoluto. Debellata la monogamia tutto funzionerà.
    Certo, è una cosa che avverrà solo con le generazioni future, ma già adesso, molta più gente di quanta si possa credere, ne sta prendendo consapevolezza.

    Per il presente… Certo, è brutto essere single, ma le agenzie matrimoniali ci sono proprio per ovviare a questo…

  4. semra
    23 Marzo 2010 a 16:06 | #4

    sono d\’accordo con la teoria della filosofa: è fallito il concetto dell\’amore romantico.
    E\’ il problema è proprio qui: non si è ancora trovato un sostituto.
    Forse perchè il problema non è ancora chiaro. Se fosse accettato da tutti che questo ideale è fallito si sarebbe già trovata una soluzione e, invece, ancora tutti a parlare di amore eterno, di fedeltà, e, peggiochepeggio, di principe azzurro……
    Quello che invece non condivido è lo status di invisibilità.
    Le persone single intelligenti e mature fanno (o hanno già fatto o faranno) i conti con la solitudine che il loro stato comporta e sono pronte ad accettarne tutte le conseguenze che ne derivano, nel bene e nel male.
    E\’ il CONTESTO che ti circonda che ti fa sentire sola e rifiutata!
    Non è il single a sentirsi solo, sono le persone che ti circondano a farti sentire il peso di una solitudine che, semmai, tu non avverti! O ad inculcarti un senso di colpa che tu, invece, non hai mai generato nè nutrito!
    E\’ la meschinità degli altri, i luoghi comuni, gli stereotipi, una mentalità provinciale, chiusa e gretta a farti vivere l\’assenza di un compagno/a come una colpa o come una mancanza sociale.
    Chi vive da solo/a, nella maggior parte dei casi, ha fatto una scelta e ha già elaborato le dinamiche che gli permettono di vivere una vita soddisfacente in singletudine senza ansie e senza colpe ma se il confronto con il contesto sociale risulta sempre perdente è ovvio che l\’equilibrio che ognuno di noi ha costruito risulta ogni giorno più precario.
    Non esiste uno scenario alla Sex and city, secondo me nemmeno se vivi a New York perchè anche nella esuberanza della serie televisiva è evidente che sotto sotto, ma neanche poi così sotto, la società ti accetta e ti metabolizza meglio quando sei in coppia anzichè single. Perchè da single ti porti in giro una domanda stampata in bella mostra sulla tua faccia: PERCHE\’?
    Perchè sei sola/o? Perchè non hai trovato/a nessuno? Perchè non ti ha voluto/a nessuno? – (la peggiore di tutte!)- Perchè stai guardando mio marito/moglie? – (la domanda reale che gira nella testa di ognuno/a!!!)-
    E oggi nessuno vuole domande, vogliono tutti certezze: starai con me per sempre/ mi amerai per sempre/ non ci lasceremo mai/ non amerai nessun altro/ mi desidererai per sempre come la prima volta/ecc. ecc.
    Salvo poi scoprire che l\’amore eterno non esiste (o per lo meno, non sempre) e così lo status di single che prima era esecrabile improvvisamente diventa giustificabile da chi ha appena mollato il proprio marito/moglie/fidanzato/a!
    Però è un single \"giustificato\"…………….

  5. Maurizio
    23 Marzo 2010 a 21:23 | #5

    @Henry
    Va bene,ma non bisogna cercare e/o cercarsi l’amore a tutti i costi,sia per gli uomini che per
    le donne,e,ogni tanto secondo me,fa pure bene vivere da single….
    Tanto più che non si ha obblighi verso nessuno,non vi pare?

  6. 23 Marzo 2010 a 21:32 | #6

    La solitudine può essere una necessità dello spirito e ne esiste sotto moltiplici forme; personalmente sono sempre stato interessato a quella che si vive perchè troppo “diversi” dalla realtà nella quale si è inseriti… ma, di certo, questa non è dolorosa, anzi.

    P.S. L’amore eterno esiste eccome, ma non è per tutti.

  7. vecio
    23 Marzo 2010 a 23:30 | #7

    Amo la solitudine,sono capace di stare giorni e giorni lontano km dalla persona più vicino.Rifletto,penso,ascolto la natura.Ma all’improvviso ho bisogno di parlare con qualcuno,se non ho nessuno penso ad alta voce.Ma mi passa e dopo poco ritorno in silenzio.Quando sono in città vedo tante persone sole e lo sguardo comunica il loro desiderio di comunicare.Ma hanno paura di fare il primo passo forse perchè temono le delusioni. Siamo sempre più soli e non tutti sono preparati.

  8. paola
    23 Marzo 2010 a 23:45 | #8

    Ho visto molte donne sposate e con figli piu\\\\\\\’ sole di chi non ha un compagno e figli,poi è triste dire nessuno mi ha voluta e cose del genere perchè incontrare un uomo con il quale andare d\\\\\\\\\\\\\\\’accordo diventa difficile per la vita frenetica che viviamo. Nella vita la cosa piu\\\\\\\\\\\\\\\’ importante è la salute e avere un carattere positivo, coltivare le amicizie, avere interessi, se s\\\\\\\’incontra anche l\\\\\\\’amore ancora meglio.Detesto chi vede le donne single come povere sfortunate…

  9. 24 Marzo 2010 a 13:32 | #9

    Ciao ebtg,

    ho letto ciò che scrivi con attenzione. Però non sono d\’accordo su tutto ciò che dice la tua amica, pur apprezzando la sua concretezza.

    Io penso che la solitudine sia un modo di essere (anche se stessi). Non tutte le persone sono portate a condividere con gli altri le proprie abitudini e stili di vita. A volte una persona \"sceglie\" la solitudine come stile di vita. Ciò è ben diverso dall\’isolamento, però. L\’isolamento (cosa che piace molto a me ad esempio, per brevi periodi) secondo me ha la funzione rigeneratrice di riequilibrio interiore.
    L\’isolarsi per lunghi periodi… no, quello credo che faccia del male alla persona perchè ciascuno di noi sebbene un individuo con le sue peculiari caratteristiche, ha bisogno di relazionarsi con gli altri. Se non lo fa, rimane chiuso in se stesso e la sua peculiarità ingigantisce e ampliifica ogni pensiero, ogni situazione, ogni ansietà….

    E\’ vero purtroppo che esistono le single invisibili, come le chiami tu… E\’ un modo di essere \"diverso\" dalla consuetudine, di cui si ha paura.. e pertanto da guardare con diffidenza, con paura come fanno le amiche di sex and the city. Ma essere single non vuol dire isolarsi dal resto del mondo… Vuol dire semplicemente vivere la propria condizione che spesso non si è nemmeno scelta, ma nella quale ci si trova.. Il semplice fatto di rilevarlo..di esserne capaci, è già un passo di autoconsapevolezza e di coscienza.

    Una mia amica una volta mi disse che le ragazze intorno ai 30 cominciano a farsi venire la smania del legame serio e del matrimonio..e cominciano la spasmodica ricerca del compagno di vita. Nulla a che vedere con l\’ideale romantico che magari avevano quando erano ragazzine. Nulla a che fare con la buona compagnia anche relazione breve nella quale si sono buttate alla ricerca di fare esperienza…. Beh, lei mi diceva, la svolta dei 30 è cruciale. Si cerca l\’uomo, il compagno. Ho diverse amiche che accecate da questa ricerca si sono buttate via introno a quell\’età con dei cattivi compagni e mariti.. semplicemente eprchè avevano paura della solitudine e di restare \"single invisibili\".

    Io credo che l\’amore vero esista. Posso dirti la mia esperienza.. Ho incontrato nella mia vita tantissimi ragazzi e uomini che mi piacevano.. Lati del carattere, del fisico, del modo di agire, del loro pensiero. Ma.. l\’amore vero è altro. Ho l\’ho incontrato e nemmeno me ero accorta. Meno male che se nè accorto lui. Sono stata fortunata.

    Credo che stia tutto nell\’essere se stessi, consapevoli del proprio modo di essere e dei propri pregi e difetti, delle potenzialità e dei limiti. E, accettarsi e piacersi così come si è. Uscire con le amiche. Coltivare i propri interessi. E, vivere senza lasciare che la propria condizione di single condizioni i nostri rapporti. Spesso sono i legami con la famiglia a dare sicurezza. Spesso sono quelli con gli amici…
    Sono d\’accordo con te.. bisogna partire da quello.
    un caro saluto
    elle

  10. 24 Marzo 2010 a 13:37 | #10

    …mi e’ sfuggi questo.

    quelle che chiami (come le definisce la tua amica) tante possibilità di amore (anche virtuale) e tanti modelli e possibilità, tante figure etiche nuove…

    attenzione, quello non è amore e lascia sempre un retrogusto amaro

  11. 24 Marzo 2010 a 13:50 | #11

    @Henry
    concordo

  12. elle
    4 Aprile 2010 a 6:06 | #12

    Come stai Ebtg .. ?

    Spero bene. Ti auguro di trascorrere serenamente queste festività pasquali (in famiglia o con amici).
    ciao

  13. 4 Aprile 2010 a 9:48 | #13

    Sereni giorni di Festa.

  14. Lucy
    28 Novembre 2011 a 11:51 | #14

    Sono una single per disaffezione alla negoziazione del mio tempo e delle mie emozioni. Ho anche paura della violenza , una paura che non mi è ancora passata( ma il tempo non guarisce tutto?)
    A volte dimentico che sia una mia scelta (rinuncia secondo i più) e mi sento in colpa, mi sento sbagliata, una persona impossibile da amare. Accade perchè sono stata educata in un ambiente maschilista, ahimè.Una donna senza un uomo è inconcepibile, lo sapete bene. Poi torno a sentirmi la solita odiosamabile di sempre che proprio non vuole saperne di fare di tutto per farsi amare.Vivo questi momenti di colpa come un fastidioso raffreddore, con un po’ di coccole e qualche tisana passa. Se arriva un uomo libero(sia da altre relazioni che interiormente libero )che mi trova bellissima e si diverte a condividere il suo tempo con me, io sono qui!!!

    Mi piace il tuo modo di scrivere, ho la sensazione che tu svisceri argomenti sui quali io ,per pigrizia, taccio. é insolito ch eio mi dilunghi tanto nelle risposte. Un sorriso
    Lucy

I commenti sono chiusi.