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Archivio Luglio 2012

Euro 2012. Vigilia.

1 Luglio 2012 Commenti chiusi

Difficilmente un campionato europeo ha avuto un valore simbolico più forte di questo euro 2012. Ogni partita è diventata una riflessione sullo stato di salute economica dei singoli stati, con il risultato, scontato, che la crisi presente non determina in alcun modo il risultato sportivo. Perché la crisi c’è oggi, il valore di una squadra nazionale si determina grazie al lavoro di molti anni. Quindi giustamente a casa Francia, Inghilterra e la fortissima Germania, fortissima non perché abbia un PIL stratosferico, ma perché ha avuto tecnici intelligenti e vivai che hanno sfruttato al meglio una delle più grandi risorse di questo nostro tempo, ovvero l’immigrazione, che ha portato forze fresche, nuovi talenti, nuove doti. Ma a casa anche la Germania, in finale ecco il derby dello spread, Spagna e Italia.

Italia che mi pare sia seguita con un affetto che non ricordavo da anni. Perché forse tutti ci immedesimiamo in un gruppo di persone guidate da un tecnico dall’umanità straordinaria, come Prandelli, ma che è ben lontano dall’essere un esempio. E’ un gruppo imperfetto. E’ un gruppo che lotta anche contro se stesso. Ci sono ben pochi atleti esemplari in questa nazionale, ci sono i giovani sbandati, quelli dal passato difficile, ci sono i vecchietti con le loro debolezze e le loro manie, c’è il ragazzo di Bari vecchia omofobo senza sapere cosa vuol dire. C’è anche qualche bravo ragazzo.

Prandelli è un tecnico straordinario. Ha dato un cuore a questa nazionale, ha dato un cuore a chi non sapeva di averlo. Ha dato valori dove non ci sono, umanità, rispetto. Ha visto il talento oltre ogni cosa, ha visto le qualità e le ha sfruttate al massimo.

Balotelli è l’icona della nostra nazionale. Un’icona d’ebano. E’ fantastico, tutti ci riconosciamo in questo ragazzo impossibile, capace di ogni follia, ma che segna i due gol più importanti della sua carriera e corre ad abbracciare la mamma. Balotelli l’abbandonato, ora ha milioni di babbi, mamme, fratelli e cugini. Balotelli è la nostra favola, così reale, così bella. Il bambino rifiutato, nero, arrabbiato, che segna e stringe la sua maglia azzurra, stringe la sua appartenenza all’Italia e a una famiglia ebrea che gli ha dato una seconda vita. Nero ed ebreo. Un concentrato di diversità che ora nessuno sembra più vedere.

La bellezza di questa Italia è nel riscatto. Quello di Balotelli, di Buffon, dello stesso Prandelli, dell’Italia tutta. Esiste un rettangolo verde nel mondo in cui l’Italia sprecona, immorale, intollerante, rifiutata, si riscatta e vince. Amiamo questa Italia perché fa quello che vorremmo fare tutti: vincere, nonostante le nostre clamorose mancanze. Riscattare una crisi. Essere ancora capaci di pensare ad un sogno e riuscire a renderlo realtà. Comunque vada domani, contro la squadra più forte del mondo, abbiamo già vinto.