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Le nostalgie.

12 Settembre 2012

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Stasera guidavo tra Pontedera e Pisa. Ero stata a trovare una persona che ho frequentato per un po’, dovevo restituirle una cosa che mi aveva prestato. Appena l’ho salutata, ho mandato un sms che diceva “Arrivo tra mezzora” e mi sono messa in strada, sbirciando la risposta “Ok. Ti aspetto”. Guidavo e pensavo, a te, che mi stai aspettando; a lei, che ho fatto andare via; ma anche a te, che ho sperato fossi la persona per me, e so che non lo sei; e ancora a te, ad un legame che è sopravvissuto per 15 anni, trasformandosi, approfondendosi ogni giorno; a te ancora, ti ho parlato dopo anni e anni, perché il lavoro è lavoro; e tu, che sei lontana e tu ancora, che mi hai distrutto e non riesco a perdonarti… E di nuovo a te, che sei sempre lì ad aspettare che torni e che ti chiami. Guidavo e pensavo, a me e alle persone che ho incontrato.

Allora ho alzato al massimo il cd di Fossati che ho nel lettore… “La costruzione di un amore, spezza le vene delle mani, mescola il sangue col sudore, se te ne rimane”, al massimo, “dietro una porta un po’ d’amore per quando non ci sarà tempo di fare l’amore, per quando farai portare via la mia sola fotografia”, più forte, e mi sentivo cantare “la costruzione dell’amore non ripaga del dolore, è come un altare di sabbia in riva al mare” e mi sentivo commuovermi fino alle lacrime. Una strada deserta, io che piango e canto, penso a tutto quello che è passato, penso a quello che ho lasciato di me, a quanto avete visto di me e a cosa avrei voluto lasciarvi. Penso a quanto, alla fine, siamo distanti.

 

“Alcuni conoscono bene le varie specie
delle piante altri quelle dei pesci
io conosco le separazioni
alcuni enumerano a memoria i nomi
delle stelle io delle nostalgie.”

(Nazim Hikmet).

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