Home > Argomenti vari > Under pressure

Under pressure

13 Gennaio 2016

Sono stata in viaggio in un luogo meraviglioso, l’Islanda. Il viaggio mette alla prova tutti, sospende il tempo, fa da spartiacque tra un prima e un dopo, si torna sempre diversi da come si è partiti.

Sono tornata domenica 10 e lunedì 11 è morto David Bowie, l’idolo di quando ero ragazzina, la musica della mia vita. Mi sono arrivati più messaggi che mi avvisavano della sua scomparsa, o che mi mandavano solidarietà, di quando compio gli anni. Muore qualcuno che mi ha accompagnato nella vita, dando parole e gioia, dando musica e sogni. Il conforto del talento, a cui ricorrere quando sono triste, la calma che regala sentire una canzone che continua a parlarti da anni, come un paesaggio conosciuto, lo sguardo di un amico, l’affetto di una nonna, la risata di una bambina. Appena dopo la tristezza è arrivata una gratitudine lunga e languida; è arrivato anche un sorriso, pensando a una vita bellissima, folle, dieci romanzi in uno, un quadro dai mille colori.

Sulle scogliere d’Islanda si sono infranti i miei sogni d’amore, hai voluto lasciarmi, hai voluto tenermi lontana dalla tua vita, non mi hai fatto tornare. Lo spartiacque. Varcato quel confine non si torna, non importa cosa ci fosse prima, non importano i sogni, non importano le parole, hai sentito una distanza fisica come una distanza di cuore e mi hai lasciata là. Ha vinto la paura di non ritrovarti, abbiamo fatto vincere le circostanze, le incomprensioni, abbiamo fatto vincere i rispettivi dubbi e le diffidenze. E tra di noi si è aperta una voragine, inaspettata, enorme, erosa dalle parole violente, solcata dal rancore, dal dolore e dall’orgoglio. Ancora più grande, per me, perché in fondo basterebbe così poco per spogliarci di tutto, guardarci negli occhi e ritrovarci. Basterebbe prenderci per mano e una voragine di decine di km, o la distanza che separa il deserto dagli iceberg, sparirebbero in un attimo. Invece zaino in spalla, continuiamo per la nostra strada, con l’enorme voragine che ci separa, che non colmeremo e come sempre, da persone indipendenti, lasceremo alle spalle.

David regala sogni. L’ha sempre fatto. Regala le parole che descrivono la vita, i desideri, le delusioni. Vorrei poterti cantare queste parole, a voce alta. Ma forse il sogno non è questo. Il sogno è che tu queste parole le conosca già, il sogno è vederti tendere una mano.

 

Can’t we give ourselves one more chance?
Why can’t we give love that one more chance?
Why can’t we give love?
Cause love’s such an old fashioned word
And love dares you to care for
The people on the edge of the night
And love dares you to change
our way of
Caring about ourselves
This is our last dance
This is our last dance
This is ourselves
Under pressure
Under pressure
Pressure 

 

Non potremmo dare a noi stessi ancora una chance?
Non potremmo dare all’amore quella chance?
Perché non potremmo darla all’amore?
Perché amore è una parola così sorpassata
E l’amore ti sfida a prenderti cura della
gente sull’orlo del baratro
E l’amore ti sfida a cambiare
il modo di
Avere cura di noi stessi
Questo è il nostro ultimo ballo
Questo è il nostro ultimo ballo
Questi siamo noi
Sotto pressione
Sotto pressione
Pressione

Categorie:Argomenti vari Tag:
I commenti sono chiusi.